7GIORNI IN SENATO (n. 30)/ La seduta dedicata alla situazione venezuelana. La relazione del ministro Moavero e le posizioni dei vari gruppi

di FRANCESCO MARIA PROVENZANO

Martedì 12 febbraio l’Aula ha iniziato i lavori alle ore 15:30 a conclusione della discussione delle comunicazioni del ministro degli Affari Esteri sulla situazione in Venezuela. L’Assemblea ha approvato la risoluzione di maggioranza n. 1 che impegna il Governo a continuare ad attivarsi affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane operanti nel paese; ad assumere ogni iniziativa utile, anche in sede di Unione europea, affinché siano affrontate in priorità l’emergenza umanitaria e la crisi economica e sociale, garantendo il necessario flusso di aiuti nel rispetto del diritto internazionale; a condannare, con forza, ogni forma di violenza, repressione o conflitto armato in Venezuela; a sostenere gli sforzi diplomatici, anche con la partecipazione a fori multilaterali, al fine di procedere, nei tempi più rapidi, alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere, credibili e in conformità con l’ordinamento costituzionale. Il ministro degli Affari Esteri, Moavero, ha comunicato che il Governo segue con la massima attenzione l’evolversi della situazione da quando la crisi economica, sociale e politica si è trasformata in emergenza umanitaria e crisi istituzionale. La posizione italiana è sintetizzabile in quattro punti: 1. forte preoccupazione per l’emergenza umanitaria e ricerca di soluzioni non conflittuali per la fornitura di beni essenziali e assistenza ai profughi (l’Italia ha stanziato specifici fondi); 2. condanna di ogni tipo di violenza, repressione, violazione delle libertà fondamentali e dei diritti umani; 3. sostegno a una soluzione pacifica, inclusiva, democratica che scongiuri tensioni che possono sfociare in una guerra civile; 4. il Governo ritiene che le elezioni presidenziali siano inficiate da irregolarità e non attribuiscano legittimità democratica a Maduro, riconosce invece la piena legittimità delle elezioni legislative; chiede quindi, nei tempi più rapidi, nuove elezioni presidenziali libere, credibili, trasparenti e riconosciute come tali da organismi internazionali. Il Governo, inoltre, è impegnato a tutelare la sicurezza e gli interessi della comunità italiana e delle aziende italiane in Venezuela. Con riferimento alla posizione europea, il ministro Moavero ha ricordato la deliberazione del 31 gennaio, il voto del 31 gennaio con il quale il Parlamento europeo ha riconosciuto Guaidò presidente ad interim, la costituzione il 7 febbraio scorso di un gruppo di contatto con il mandato di favorire il processo per arrivare alle elezioni presidenziali.

Alla discussione hanno partecipato i senatori Nencini, Bonino (Misto); Casini (Aut); Urso, Fazzolari (FdI); Roberta Pinotti, Pittella (PD); Grasso (Misto-LeU); Cangini, Biasotti (FI); Vescovi (L-SP); Ferrara (M5S). Le opposizioni hanno criticato la posizione di equidistanza del Governo italiano, accusandolo di colludere con un regime dittatoriale e di isolare l’Italia dai principali paesi della comunità internazionale. Hanno inoltre sostenuto che il riconoscimento di Guaidò è necessario per arrivare alle elezioni. Secondo M5S invece il Governo ha giustamente scelto la strada della non ingerenza negli affari interni di un altro Paese, memore delle conseguenze disastrose delle guerre per la democrazia. Secondo la Lega-SP il Governo sta anteponendo la tutela concreta degli italiani in Venezuela alle ragioni di schieramento internazionale. I gruppi FI, PD, FdI e Aut hanno presentato proposte di risoluzione che chiedono al Governo italiano di riconoscere il presidente dell’Assemblea nazionale Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela. La proposta di Misto-LeU, chiede, invece, un intenso sforzo diplomatico per evitare la guerra civile.

In replica il ministro degli esteri ha ribadito che l’Italia non ha considerato legittime le elezioni presidenziali del 2018 mentre ha riconosciuto piena legittimità all’assemblea parlamentare. Ha poi sottolineato che il percorso delle elezioni è complesso e può essere favorito dal gruppo di contatto. Il Governo, infine, ha accolto la risoluzione di maggioranza, mentre ha espresso parere contrario sulle altre proposte che sono state respinte.

Hanno svolto dichiarazione di voto contraria alla risoluzione di maggioranza i senatori Casini (Aut), Loredana De Petris (Misto-LeU), Urso (FdI), Alfieri (PD), Malan (FI). Hanno dichiarato voto favorevole i sen. Iwobi (L-SP) e Airola (M5S). La seduta è terminata alle ore 18:30.

L’Aula tornerà a riunirsi martedì 19 febbraio alle 9,30 con il seguente ordine del giorno:  il seguito dell’esame del disegno di legge n. 881, avviato il 7 febbraio con la relazione del sen. Garruti, (M5S) recante disposizioni per assicurare l’applicabilità delle leggi elettorali indipendentemente dal numero dei parlamentari, mentre  la Commissione Lavoro prosegue, questa settimana, l’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (A.S. n. 1018), avviato mercoledì 30 gennaio con le relazioni delle senatrici Catalfo (M5S) e Nisini (L-SP-PSd’Az). 

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